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“L’incontro, organizzato dalla Regione Emilia Romagna e da Anci Emilia Romagna, era utile a comunicare le ultime modifiche introdotte nel mese di giugno scorso alla Legge Regionale sul contrasto al gioco patologico. Sono state spiegate le ulteriori modifiche realizzate rispetto a quelle introdotte nel 2016 ed è stato anticipato il contenuto della delibera di Giunta Regionale che attuerà queste modifiche, che è ancora in fase di costruzione e che volevamo condividere preventivamente con gli Enti Locali. La giornata è stata per lo più incentrata a chiarire dubbi e quesiti che i Comuni si trovano ad affrontare su una materia complessa come quella del contrasto al gioco patologico, perchè le casistiche sono le più disparate”. E’ quanto ha detto ad Agimeg Massimo Masetti, Assessore Welfare a Casalecchio di Reno, nella provincia di Bologna, in merito all’incontro che si è tenuto questa mattina tra Comuni e ANCI Emilia-Romagna sul gioco. “La Legge Regionale del 2013 è il testo base sul contrasto al gioco patologico. Nel 2016 sono state apportate alcune modifiche. Tra queste la più significativa è l’introduzione del distanziometro: venivano individuati luoghi sensibili dalla norma regionale e i punti gioco non possono avere distanza inferiore i 500 metri da questi. Da lì è iniziato l’iter applicativo. Durante tale iter – ha aggiunto -, ci si è resi conto che per una materia così complessa alcune cose non erano state considerate con la dovuta attenzione. Le casistiche si sono dimostrate infatti più complesse. Il mondo del gioco è in continua evoluzione. Quindi, nel giugno di quest’anno, si è messo nuovamente mano alla Legge Regionale introducendo altri temi, come quello riguardante i corner scommesse, una tipologia di punto gioco a metà tra una sala scommesse e un’attività commerciale con slot. Era, quindi, in un limbo, non era chiaro se la Legge Regionale fosse applicata anche per questa tipologia di punti gioco. E’ stato chiarito che sono all’interno della norma ed hanno le stesse restrizioni rispetto ai luoghi sensibili che hanno sale giochi e scommesse, e attività commerciali se sono all’interno del perimetro dei 500 metri. Questo era uno dei quesiti che tutti ponevano”, ha continuato. “Le sale giochi e scommesse sono attività interamente dedicate al gioco, quindi in base alla Legge Regionale vengono chiuse o delocalizzate se sono all’interno dei 500 metri da un luogo sensibile, tutte le altre attività, come bar o tabacchi, o esercizi che hanno slot, arrivano alla fine della concessione dei Monopoli degli apparecchi che hanno all’interno. I corner sono una via di mezzo, perchè non sono un’attività dedicata in quanto si trovano all’interno di un’altra attività commerciale. Abbiamo tolto ogni dubbio: tali attività rientrano nella casistica della normativa, quindi se sono all’interno dei 500 metri dai luoghi sensibili devono o chiudere l’attività di corner o delocalizzare. Vengono trattati come le sale dedicate con una differenza: devono chiudere o entro la scadenza della concessione, ossia entro il 31 dicembre 2018 come da proroga dei Monopoli; ma comunque è stato definito il termine ultimo per la chiusura o delocalizzazione al 31 dicembre 2019. Hanno quindi di fatto un anno di tempo per decidere il da farsi”, ha detto ad Agimeg Masetti. “Un altro tema riguarda la concessione di spazi pubblici a soggetti che hanno al loro interno il gioco. La Legge vieta questo tipo di operazione. Quindi, soggetti pubblici che hanno locali concessi a soggetti che operano anche nel settore del gioco a scadenza di contratto non possono rinnovare o concedere un nuovo contratto. Altra cosa importante è l’impianto sanzionatorio inserito nella normativa – ha aggiunto -. E’ una delle altre questioni chiesta a gran voce dagli Enti Locali. Nella Legge del 2013 e successive modifiche non era presente un impianto sanzionatorio ad hoc, tutto veniva demandato al Testo Unico degli Enti Locali che prevede da un minimo di 25 ad un massimo di 500 euro a sanzione e una discrezionalità dei Comuni su quanto applicare in questo range. Vi erano, quindi, disparità all’interno della Regione Emilia Romagna. In questo modo la Regione inserisce in normativa le sanzioni. Quindi ora per qualsiasi situazione trovata non conforme alla norma conosciamo la sanzione che deve essere applicata. In ultimo, la deroga, in casi specifici, per gli Ippodromi. Questi hanno una normativa a sè stante rispetto anche alle concessioni dei Monopoli. Molti si trovano in luoghi storici, o che hanno una tradizione sia dal punto di vista sportivo che architettonico, per questo è stata definita una deroga che riguarda esclusivamente l’attività svolta all’interno degli impianti. Quindi, le scommesse possono essere raccolte solo quando l’Ippodromo è aperto perchè vi sono le corse e devono essere relative a quell’attività. Non possono esserci, invece, sale slot o sale bingo in un Ippodromo se si trova a meno di 500 metri dai luoghi sensibili”, ha detto ancora Masetti. “I requisiti più frequenti che sono stati avanzati riguardavano i corner e li abbiamo sanati con la normativa. Molti riguardavano la questione dell’impianto sanzionatorio, chiarito definitivamente. Diversi riguardano i centri di trasmissione dati, che sono una sorta di sala scommesse che opera su una piattaforma che è all’estero e che sono stati oggetto di una sanatoria da parte del Ministero delle Finanze. Alcuni di questi hanno aderito alla sanatoria e altri no. La diatriba riguarda il loro trattamento. La loro posizione è quella di non considerarsi dei centri scommesse. Ci si può trovare però nell’assurdo: ossia, che una sala scommesse autorizzata dai Monopoli deve chiudere o delocalizzare, mentre questi altri rimangano sul territorio. Su questo c’è un approfondimento in corso. Come detto, alcuni hanno sanato e sono riconosciuti dal Ministero come sale scommesse. Altri non hanno considerato la possibilità di sanarsi e su questi ci siamo impegnati a fare un approfondimento ulteriore con le autorità competenti. Teoricamente non è di competenza regionale intervenire su questi. Il resto dei quesiti riguarda modalità e tempistiche di applicazione della normativa”, ha continuato. “La delibera conterrà le modalità di applicazione della mappatura sui corner scommesse e il termine di scadenza del 31/12/2019. Verrà considerato un altro aspetto: oggi la normativa prevede che in caso di delocalizzazione è prevista una proroga di sei mesi. Dal momento che il Comune realizza la mappatura e invia la comunicazione all’esercizio entro sei mesi il proprietario dell’attività deve presentare la documentazione per la delocalizzazione. Confrontandoci con i soggetti del mondo del gioco, ci è stato fatto presente come, in molti casi, sia difficile spostare un’attività di grandi dimensioni in sei mesi. L’idea – ha concluso – è quella di introdurre una discrezionalità da parte dei Comuni per fare in modo che, se viene comprovato che l’investimento fatto comporta lavori che superino i sei mesi previsti per deroga, si possa andare oltre quel lasso temporale. Si tratta di un’operazione di buon senso per non entrare in un contenzioso perenne”. cdn/AGIMEG